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Fotografia del profondo cielo con i filtri a banda stretta
Il cielo attraverso un magico caleidoscopio.


La selezione che i filtri a banda stretta effettuano sull intero spettro elettromagnetico centrato sulla cosiddetta finestra del visibile produce un estrazione mirata di alcune radiazioni fondamentali nella ripresa dei soggetti astronomici; su tutto si colloca imperioso l'impiego di filtri Ha e cioè di filtri che ricercano l'emissione dell'idrogeno di prima ionizzazione, ovvero dell'elemento più diffuso nel grande affresco celeste.

Il segnale recepito dai sensori ottici attraverso filtri a banda stretta è talmente esuberante rispetto il fondo cielo da rendere i contrasti impossibili da raggiungere in luce naturale. Ad esempio una nebulosa ad emissione di idrogeno del tipo Ha risulterà profondissima e smagliante.

Ciò ha reso possibile negli ultimi anni apprezzare ed ammirare i soggetti astronomici con un estensione e una profondità di dettaglio un tempo impossibile con la normale pellicola seppur ipersensibilizzata. Il progredire della strumentazione elettronica e il perfezionamento delle tecniche di post-elaborazione dei dati raccolti sul campo poi hanno fatto tutto il resto consentendo a chiunque di poter godere delle più remote meraviglie dello spazio profondo.


Fantasia ed Etica delle riprese ‘narrow’

Come sarà possibile comprendere negli spazi riservati a questa sezione la ripresa e susseguente post-elaborazione di dati provenienti dall’impiego di filtri a banda stretta permettono all’astroimager di confezionare immagini strabilianti dove colore e forma dei contenuti spesso assomigliano ai tocchi di pennello su una tela vergine nel nostro caso inizialmente completamente nera. Questo tipo di elaborazione lascia molto spazio all’astroimager di gestire i dati grezzi nel conseguimento di un’immagine astronomica che possiede i tratti tipici del suo creatore come un quadro quelli del pittore che lo ha dipinto.

E’ necessario comunque che in questa sorta di inaspettata creatività permessa all’astroimager dagli strumenti messi a sua disposizione egli non perda mai di vista il fatto che comunque si tratta di un’immagine derivante da un soggetto in natura assai diverso ai nostri occhi. Quindi è giusto e auspicabile che questo tipo di riprese seppur spettacolari debbano conseguire sempre il fine di rendere maggiormente visibili i dettagli più fini e la contrapposizione di zone di diversa composizione chimico-fisica.


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