Sezione Astrofotografia
Unione Astrofili Italiani
 

Risorse
 Home
 Deep sky
 Reflex digitale
 Camera CCD
 Reflex analogica
 Ottica adattiva
 Narrow band
 Imaging dalla città
 Drift Scan
 High res
 Pianeti
 Luna
 Area tecnica
 Tecniche e
 metodotologie
 Elaborazione
 Time-lapse
 News
 Mailing list
 Premio Nazionale
 di Astrofotografia
 F. Longarini
 Galleria
 Astroimmagini UAI
 Premio
 Longarini
 Informazioni
 Lo Staff
 Contattaci
 

Cerca


 

ADS
 

ADS
 

   Warning: preg_match(): Unknown modifier '2' in /web/htdocs/astrofotografia.uai.it/home/includes/counter.php on line 50
Correzione del fondo cielo e dei gradienti strumentali per una nebulosa disperatamente debole




Questa nebulosa a riflessione è distante dall'equatore galattico (circa 45° di latitudine nord) ed è illuminata dalla radiazione integrata proveniente dal piano galattico. Questa categoria di oggetti, denominata integral flux nebulae, ha una luminosità particolarmente debole. Nel catalogo Beverly Lynd's, in particolare LBN 105 e 106 sono classificate come estremamente deboli. Il che vuol dire che erano a stento rilevabili nelle lastre della Palomar-Schmidt survey.

L' immagine è stata realizzata con un astrografo ASA da 10" a f/3.6 ed una camera ccd STL-11000. E' stata assemblata da dati raccolti in quattro notti. L 53x8' bin 1; RGB 21x8' bin 2, per un totale complessivo di oltre 15 ore. La calibrazione è stata eseguita con CCDstack e CCDsoft, mentre l'elaborazione è stata eseguita con PixInsight e Photoshop CS.
Gran parte dei dati originali è caratterizzata da fortissimi gradienti dovuti al notevole inquinamento luminoso presenti nel mio osservatorio sub-urbano. Durante l'acquisizione dei dati, alla stessa altezza del soggetto la magnitudine limite era di circa 4.5, con la Via Lattea visibile soltanto nella costellazione del Cigno. Un solo set di dati è stato acquisito sotto un bel cielo scuro sul Monte Amiata, durante lo star party del 2009. L'ho utilizzato per modellare i gradienti dei dati acquisiti in osservatorio.


1. Dati colore ripresi in un sito inquinato.

I subframe sono stati calibrati con CCDStack e CCDSoft. In beve, ho applicato la seguente procedura: Inizialmente il master dark ed il master bias sono stati sottratti scalando linearmente i dark ai fits per piccole variazioni di temperatura del sensore (31 dark e bias per ciascun master). Ho quindi lanciato uno script da me realizzato in CCDSoft 5.0 per riparare due colonne difettose del sensore. Questa procedura si è resa necessaria soltanto per i dati di luminanza (bin 1). Infine è stato applicato il master flat appropriato (mediana di 31 flat per ogni master, acquisito in bin 1 anche per i dati RGB).

Dopo aver messo in registro i subframe, ecco come si presenta la composizione del colore con l'applicazione di un leggero DDP. L'immagine è ottenuta dalla somma di 15x8' subframe (per ciascun canale), ottenuti dal mio sito. L'immagine è pesantemente afflitta dai gradienti a anche da artefatti di colore causati dal cielo e dalla luce che rimbalza all'interno del telescopio, fino a raggiungere il sensore con angolazioni anomale, includendo luci riflesse delle pareti non proprio opache del correttore Wynne. La dispersione di luce è responsabile degli orribili artefatti presenti ai bordi del fotogramma. Il modo in cui sono arrivato a queste conclusioni è una lunga storia che racconterò in un'altra occasione.


2. I dati di luminanza non vanno meglio.

I dati di luminanza non vanno meglio (53x8'), anche se la nebulosa si intravede un pò meglio poichè non si viene distratti dai gradienti di colore. Sin dall'inizio era chiaro che la mia solita tecnica di trattare i gradienti e gli artefatti dell'illuminazione non potevano essere impegati in questa immagine. Solitamente io utilizzo l'operatore DBE (Dynamic Background Extraction) in PixInsight che, similarmente ad altri stromenti di rimozione dei gradienti, richiede una certa parte di cielo senza nebulosità per calcolare un modello corretto di sfondo. Ma qui non vi è alcuna zona libera.


3. I dati RGB di riferimento.

In occasione dello star party annuale, nel mese di Maggio 2009 ho portato il telescopio sotto il cielo scuro del Monte Amiata. Qui ho avuto l'opportunità di riprendere questa area per circa 3 ore sotto un cielo veramente scuro. Non era un tempo sufficiente ad acquisire abbastanza segnale sia per la luminanza che per i colori, ma quanto bastava per ottenere dei dati RGB con un minimo di contaminazione di gradienti di cielo ed artefatti di altre luci. Infatti la differenza tra questa immagine e le due precedenti è impressionante: c'è soltanto un debole gradiente lineare nella direzione nord-sud.

L'idea alla base del procedimento che segue è molto semplice: Avrei utilizzato questa immagine di riferimento per stimare gli artefatti dello sfondo nei dati RGB e nei dati di luminanza che ho mostrato precedentemente. Questi "artefatti di illuminazione" possono essere ripuliti dalla luce delle delle stelle ed essere sottratti dai dati 1 e 2. Infine i dati possono essere messi insieme. Osservate come ho fatto.


4. Il modello di colore del background.

Le immagini mostrate nei punti 1 e 3 sono state scalate a 16 bit, salvate in CCDStack e trattate con un lieve stretching DDP: tutte le seguenti operazioni sono state eseguite sulle immagini dopo lo stretching. E' importante notare che mentre dal punto di vista teorico sarebbe meglio operare su immagini trattate linearmente, sul piano pratico è molto piàù semplice lavorare con immagini trattate con un lieve stretching non lineare.

Un secondo punto altrettanto importante è che è necessario applicare con molta cura uno stretching il più possibile similare alle due immagini: ciò è difficile perché la presenza del background rende difficoltosa la valutazione della visibilità della nebulosa. Alcuni tentativi ed errori divengono inevitabili: l'obiettivo da perseguire è l'ottenimento di un'immagine di differenza che non mostri alcuna traccia delle nebulosità dopo uno stretching più spinto. Questo risultato è stato calcolato dopo aver esportato le immagini scalate in PixInsight ed aver regolato i livelli per mostrarne meglio la struttura. Si può notare come i gradienti di colore dell'immagine 1 siano ben riprodotti.


5. Pulizia del modello di background.

Sul modello sono ancora visibili alcuni aloni stellari. Sono dovuti al fatto che durante l'acquisizione dati dal Monte Amiata c'era molto vento e la luce delle stelle si è sparsa intorno. Ispezionando più da vicino, l'immagine di background mostra che gli aloni stellari sono brillanti al centro poiché le stelle dell'immagine 1 erano più compatte e scure nella loro area periferica.

Le stelle sono state eliminate in Photoshop dopo ripetuti interventi con il filtro "Polvere e Grana" (menù Filtri/disturbo). L'ho applicato per tre volte rispettivamente con scale di 5, 20 e 20 pixel, lasciando una leggera soglia di 3. Alcuni aloni residuo sono stati rimossi con lo strumento tampone.

E' considerevole precisare che se non fossero stati presenti gli ampi ed evidenti artefatti di luci parassite, anziché lavorare con la differenza di immagini sarebbe stato molto meglio creare un semplice modello di background (ad esempio con l'operatore DBE di PixInsight).


6. I dati RGB corretti.

La differenza tra le immagini 1 e 5 è stata elaborata con l'operatore Pixel math in PixInsight. E' fondamentale che l'operatore permetta di elaborare valori negativi. Si tratta di qualcosa che non è possibile fare in Photoshop. I dati risultanti da questa operazione possono essere automaticamente riscalati in soli valori positivi alla fine del calcolo (è necessario controllare la casella appropriata nel pannello di controllo di Pixel Math). Questa operazione potrebbe anche essere eseguita in CCDStack ma non è stato possibile farlo su dati RGB.

L'immagine risultante è fondamentalmente priva di artefatti di illuminazione ed il confronto con i dati originali RGB è stupefacente.


7. I dati di luminanza corretti.

Per applicare una simile procedura ai dati di luminanza, ho dapprima elaborato una luminanza artificiale sommando i canali R, G, e B dell'immagine 3. Successivamente, l'illuminazione del background è stata elaborata come sopra, calcolando la differenza tra la luminanza leggermente stretchata ed i file di luminanza di riferimento. Le stelle sono state rimosse dall'immagine di illuminazione del background con la tecnica descritta precedentemente. In questo caso le differenze sono state elaborate con CCDStack.


8. Risultato finale.

La crominanza complessiva in RGB è stata ottenuta sommando i due gruppi di dati RGB. Le stelle erano un pò dilatate a causa delle cattive condizioni dei dati del Monte Amiata, ovviamente a causa del vento. L'immagine RGB è stata elaborata con un filtro di erosione mediante maschere spaziali per le sole stelle, al fine di diminuire i diametri stellari ed incrementare il segnale del colore al centro delle stelle.

La combinazione LRGB è stata fatta in Photoshp ed il seguente procedimento, portato in Photoshop e PixInsight, è stato diretto a proteggere al meglio i colori e la saturazione delle stelle nel corso di alcune itarazioni di stretching non lineare che si è reso necessario per visualizzare appropriatamente questa nebulosa estremamente debole.



Inviate qualsiasi cosa vi venga in mente a Gimmi Ratto gimmi@in.cnr.it



Gimmi Ratto

Sezione Astrofotografia

Tutti i loghi e i marchi sono dei rispettivi proprietari. I commenti sono di chi li posta, tutto il resto ® 2008 http://astrofotografia.uai.it
SEO Blog | Photoshop CS6 keygen
PHP-Nuke è un software libero rilasciato con licenza GNU/GPL.
Versione PHPNuke Donkeys by www.phpnukefordonkeys.com
Webmaster Gennaro Cinquegrana (rino) & Christian Gentile (MisterMAD)
Generazione pagina: 0.11 Secondi