Noto anche come TDI (Time Delay Integration), il Drift Scan è una tecnica di ripresa deep-sky che utilizza metodologie e tecniche completamente diverse dall'astrofotografica tradizionale.
 | A differenza di una ripresa tradizionale, il cui il moto siderale viene compensato tramite la montatura del
telescopio che garantisce un inseguimento di tipo meccanico, in una ripresa in Drift Scan l'inseguimento le stelle viene effettuato in modo elettronico, sfruttando alcune caratteristiche proprie dei sistemi CCD.
In pratica, tenendo la camera ferma, si leggono le righe del CCD con la stessa velocità con cui una stella le
attraversa: in questo modo la stella sembra ferma e l'immagine non viene mossa. |
La tecnica del Drift Scan è molto usata in ambito professionale, ma è ancora poco diffusa tra gli astrofili, nonostante abbia numerose caratteristiche positive.
E' infatti possibile riprendere immagini da molti megapixel con sensori CCD piccoli ed economici perchè la dimensione dell'immagine non è più limitata dalle caratteristiche fisiche della matrice di pixel del sensore, ma solo dal tempo di ripresa.
Non sono necessarie montature di elevata qualità, perchè l'acquisizione delle immagini viene fatta a motori spenti. La qualità delle immagini riprese è limitata solo dal seeing, visto che non ci sono parti meccaniche in movimento.
Esistono evidentemente anche alcune limitazioni di cui è necessario tenere conto.
Il tempo di ripresa è limitato dalla geometria del sistema utilizzato e dalla declinazione dell'oggetto inquadrato e non può essere modificato. Oggetti a declinazione elevata non possono essere ripresi perchè la velocità di rotazione delle stelle, all'interno della stessa immagine, cambia in modo sensibile da un lato all'altro della foto e non è possibile avere tutte le stelle puntiformi (rotazione differenziale).
In ogni caso la tecnica del Drift Scan è un metodo semplice per acquisire immagini di qualità utilizzando una strumentazione minimale e rappresenta l'unica tecnica possibile per riprese deep-sky con telescopi con montatura non motorizzata anche di tipo Dobson.
Marco Paolilli
Sezione Astrofotografia